“Mindfulness significa prestare attenzione, ma in modo particolare: con intenzione, al momento presente e in modo non giudicante”
– Jon Kabat-Zinn
Di cosa si tratta?
Si tratta di una disciplina che trae le sue origini e le sue fondamenta dalla pratica della meditazione di consapevolezza, uno dei pilastri del buddhismo classico. Proprio grazie al suo carattere meditativo, la mindfulness permette di entrare in relazione con se stessi e prendere coscienza di come il proprio mondo interno sia in stretta relazione con il mondo in cui viviamo, istante per istante.
Lo scopo finale della mindfulness è proprio quello di generare un profondo stato soggettivo di benessere, a cui si giunge mediante un approfondito lavoro di introspezione e conoscenza di stati e processi mentali. Infatti, attraverso le pratiche di consapevolezza, si va a ridurre il dolore e ad aumentare la propria capacità di gestione dello stress, oltre che a migliorare la resilienza, l’autostima, l’attenzione e l’entusiasmo per la vita.
Ma perché la mindfulness può rivelarsi un valore aggiunto in ambito organizzativo?
Questa disciplina permette di acquisire maggiore consapevolezza rispetto a pensieri e sensazioni corporee e quindi di migliorare le proprie competenze relazionali e di gestione delle emozioni negative e dello stress.
Questo ha un grande impatto sulla vita del lavoratore che oltre a migliorare efficacia ed efficienza, va a salvaguardare e aumentare il benessere individuale e organizzativo senza così incorrere nel fenomeno del burn out.
Ma c’è di più! La mindfulness va ad impattare positivamente sullo sviluppo personale e professionale e sulla leadership. La pratica della meditazione, infatti, andrà ad incrementare la capacità di gestione assertiva del conflitto e la presa di decisioni in maniera lucida.
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