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Gestione del conflitto: una skill necessaria

Fin da piccoli ci insegnano che il conflitto è normale, un fenomeno naturale, parte integrante di ogni relazione che può rappresentare un problema quando non si è in grado di gestirlo correttamente.
Il lavoro in team è un elemento essenziale all’interno dell’organizzazione e al giorno d’oggi è richiesto che tutte le persone che costituiscono un gruppo di lavoro, sappiano comunicare e negoziare nelle relazioni che intrattengono.

Lavorare in gruppo prevede anche che possano verificarsi dei conflitti, saperli gestire è una disciplina complessa che consiste nel sapere individuare e gestire i disaccordi al fine di ristabilire un equilibrio positivo e placare le tensioni.
Ma è bene ricordare che il conflitto non è di per sé un evento negativo e non bisogna viverlo come un fallimento, infatti può essere sempre fonte di apprendimento!
Il conflitto infatti viene sperimentato nei gruppi maturi, già formati da tempo, e viene agito e gestito in modo da non impattare sul benessere individuale e del team, ma anzi per essere addirittura generativo!
Il gruppo di lavoro può così affrontare il conflitto senza stress e viverlo come una dinamica in grado di rispettare e valorizzare la diversità che ciascun singolo porta, senza cadere nella trappola dell’omologazione e della paura di esporsi.
La capacità di mediazione quindi rende possibile instaurare relazioni costruttive, collaborative e generative. In questo modo è possibile dar vita a confronti e scambi di punti di vista che non siano distruttivi.

Vorresti imparare a gestire meglio il conflitto? Pensi che il tuo team potrebbe beneficiarne? Vieni a scoprire i nostri percorsi dedicati!

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Mindfulness e benessere: un binomio di successo

“Mindfulness significa prestare attenzione, ma in modo particolare: con intenzione, al momento presente e in modo non giudicante”
– Jon Kabat-Zinn

Di cosa si tratta?
Si tratta di una disciplina che trae le sue origini e le sue fondamenta dalla pratica della meditazione di consapevolezza, uno dei pilastri del buddhismo classico. Proprio grazie al suo carattere meditativo, la mindfulness permette di entrare in relazione con se stessi e prendere coscienza di come il proprio mondo interno sia in stretta relazione con il mondo in cui viviamo, istante per istante.
Lo scopo finale della mindfulness è proprio quello di generare un profondo stato soggettivo di benessere, a cui si giunge mediante un approfondito lavoro di introspezione e conoscenza di stati e processi mentali. Infatti, attraverso le pratiche di consapevolezza, si va a ridurre il dolore e ad aumentare la propria capacità di gestione dello stress, oltre che a migliorare la resilienza, l’autostima, l’attenzione e l’entusiasmo per la vita.

Ma perché la mindfulness può rivelarsi un valore aggiunto in ambito organizzativo?
Questa disciplina permette di acquisire maggiore consapevolezza rispetto a pensieri e sensazioni corporee e quindi di migliorare le proprie competenze relazionali e di gestione delle emozioni negative e dello stress.
Questo ha un grande impatto sulla vita del lavoratore che oltre a migliorare efficacia ed efficienza, va a salvaguardare e aumentare il benessere individuale e organizzativo senza così incorrere nel fenomeno del burn out.
Ma c’è di più! La mindfulness va ad impattare positivamente sullo sviluppo personale e professionale e sulla leadership. La pratica della meditazione, infatti, andrà ad incrementare la capacità di gestione assertiva del conflitto e la presa di decisioni in maniera lucida.

Il tuo benessere ci sta a cuore, per questo abbiamo pensato a percorsi appositi! Vieni a scoprirli!